L’avvocato gay e il maturo tecnico del telefono – Storia vera da Biella.

Two mature adult men sitting talking in a wineryL’avvocato gay e il maturo tecnico del telefono – Storia vera da Biella

Il tecnico del telefono, era venuto nel mio nuovo ufficio per la prima installazione del telefono. Era un omone alto e con un bella  pancia di circa sessant’anni di età. Mi colpì da subito quell’uomo per due motivi. Il primo motivo è che era un uomo maturo e da sempre io avevo un debole per gli uomini più grandi di me. L’altro motivo è la sua altezza e la sua statura. Io sono un tipo piuttosto robusto anche se non altissimo  mi piace essere montato da uomo più robusto e alto di me e generalmente non ama i tizi magri.

La simpatia che  provai  da subito,per quel signore, che poteva essere mio padre, sembrava reciproca. Riccardo (questo era il nome del tecnico), era un tipo piuttosto allegro e socievole ed iniziammo dopo poco a parlare del più e del meno, metre lui si occupava della linea telefonica del mio ufficio. Riccardo come me era un tifoso della
Juventus ed abitava non lontano del mio quartiere anche se non l’avevo mai notato. La cosa era piuttosto strana, in quanto Biella, la nostra città,seppure facesse provincia era una cittadina non molto grande, dove nei quartieri tutti ci conoscevamo piuttosto bene.

Io giovane avvocato di trentasei anni all’epoca dei fatti, dovevo essere molto riservato riguardo alla mia omosessualità, visto anche la professione che facevo, che mi imponeva un certo cliquè comportamentale.
Tornando all’incontro con Riccardo, mi piacque da subito e non appena finì il suo intervento nel mio ufficio, confesso che mi segai pensando di essere inculato sulla scrivania del mio ufficio dallo stesso Riccardo.
Trascorsero solo 2 settimana, da quanto Riccardo era venuto ad installarmi la linea del telefono che ebbi l’occasione di rincontrarlo.
L’episodio fu piuttosto imbarazzante,in quanto il luogo dell’incontro era un parcheggio nei pressi di Cerrione, dove ero solito fare incontri con sconosciuti a puro scopo di sesso.

Accostandomi di fianco ad una vecchia Fiat Tipo, che mi stava lampeggiando (era un segnale noto,
per attaccare bottone) da tempo, vidi il viso pacioccone di Riccardo. Vi fu un attimo di imbarazzo generale e di silenzio. Quindi Riccardo ruppe il giaccio con:“Il mondo è piccolo a quanto pare” con la sua tipica voce allegra “E già, davvero piccolo”, risposi io contraccambiando un sorriso sornione e compiacente.

Riccardo mi confessò che era bisex da molti anni, che era stato  sposato regolarmente ma che da molti anni  ormai aveva divorziato e da quel momento viveva solo.

Dopo un po’ di chiacchiere, Riccardo mi chiese di andare da lui per la serata ed accettai senza indugi.

Avevo sempre sognato di farlo con un uomo maturo, ma per vari motivi non avevo mai avuto occasione fino a quel momento.

Entrai nella casa di Riccardo, una vecchia casa con mobili altrettanto datati e un profumo di incenso che odorava tutta la casa.

Mi colpì molto l’ordine meticoloso e la pulizia di una casa, che sembrava più quella di una vecchia zia che di un uomo maturo che viveva da solo.
Riccardo gentilmente mi offrì da bere, ma io gli dissi che avevo solo voglia di lui e non volevo perdere tempo.

Appena arrivati nella camera da letto, Riccardo iniziò a spogliarsi e poi una volta rimasto in mutande si distese per terra, aspettando la mia venuta.
Mi era capitato altre volte di fare sesso con bisex ed ho sempre notato che i bisex usano spogliarsi meccanicamente e non amano molto i baci ed amano invece andare subito al sodo. Mi spogliai anche io rimanendo in mutande, quindi  mi avvicinai alle mutande di Riccardo e  Iniziai a leccare il cazzo da sopra le mutande. La mia lingua esperta e ingorda, propria con la punta delineò immediatamente la bella minchia. Dopo questa premura gli tolsi , poi
le mutande ed inizia a prendergli tutto in bocca il cazzo moscio. Aveva un bell’arnese il tecnico anche se faceva fatica a rizzarsi. Mi piaceva succhiare e prendere tutto il suo cazzo moscio in bocca e quando finalmente si drizzò una grande soddisfazione.

Mi misi a pecorina disteso sul letto con il mio culo volto verso la faccia di Riccardo che mi stava palpando il culo e che  iniziò ad infilarmi pian piano un dito nel culo. Ahh che goduria! Il suo cazzone tutto in bocca che mi lavoravo con un bel pompino salivoso. La mia saliva mischiata agli umori del cazzo, erano come una bevanda erotica, che mi regalava grande eccitazione. Continuavo a succhiare avidamente ansimando mentre Riccardo continuava piano piano a dilatarmi il culo con le dita e nel contempo godeva e mi diceva di continuo: “Bravo Marco, bravo dai.. che pompa, sei il numero uno”.

Ad un certo punto, Riccardo tirò fuori dal cassetto del lubrificante ed un vibratore che mi infilò in culo,pompandolo sadicamente fino in fondo e facendomi godere. “Dai bravo, sfondalo” gli dicevo io ormai pronto per essere inculato.

Mi misi alla pecorina sul bordo del letto con il culo sporgente verso l’esterno e feci capire a Riccardo che volevo essere inculato. Lui si alzò e si mise dietro di me cominciando a pompare a ritmo continuo. Iniziai a sentire un piacere molto bello, ma volevo essere preso anche a gambe larghe, così mi misi a gambe larghe e mi feci
inculare mentre nel contempo mi segavo il cazzo pronto per venire. Prima ancora della mia sborrata fu Riccardo a precedermi, uscì dal mio buco del culo,ormai sfondato, si tolse il preservativo e mi sborrò poche gocce di sperma nel mio stesso cazzo. Eccitatissimo accelerai la mia masturbazione e sborrai copiosamente  sulla mia stessa pancia.

Da quel giorno, Riccardo è diventato un mio amante/amico che vedo di tanto con piacere.